2876164902631862
Via Boezio, 6 00193 Roma
+39 800 171 625
avv.capozza@rotalawyer.com

 L’AMMONIMENTO DEL QUESTORE PER VIOLENZA DOMESTICA

 L’AMMONIMENTO DEL QUESTORE PER VIOLENZA DOMESTICA

L’ammonimento è una misura di prevenzione esclusiva del Questore.

La misura è tesa a garantire in genere alla vittima di atti persecutori (stalking), violenza domestica e cyberbullismo , una tutela rapida ed anticipata rispetto alla definizione del procedimento penale e in quanto tale particolarmente efficace.

L’ammonimento si sostanzia nell’avvertimento operato dal Questore ad un soggetto maltrattante di astenersi dal commettere ulteriori atti di molestia o violenza. In tal caso il Questore è legittimato ad adottare anche misure di ritiro di armi.

Nello specifico, con il decreto legge n. 93/2013 è stata prevista la misura dell’ammonimento al Questore per i reati di violenza domestica, oltre che per quelli di lesioni e percosse.

Può essere richiesto con istanza di parte o d’ufficio, ad iniziativa del Questore.

I presupposti

per l’applicazione dell’ammonimento per violenza domestica sono specifici fatti riconducibili ai reati di percosse ex art 581 c.p. e di lesioni personali lievi ex art. 582 co.2 cp., anche nell’ipotesi del tentativo, nell’ambito appunto della violenza domestica.

E’ proprio il legislatore a delimitarne i contenuti, laddove esplicita che  “ si intendono per violenza domestica uno o più atti, gravi ovvero non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia e del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima”. 

Si pensi ai casi in cui si chiede l’intervento della Polizia di Stato, le cd “Volanti”, a seguito di segnalazioni di episodi di violenza. Trattasi di reati definiti “sentinella”, vale a dire spia di una spirale di violenza, per la quale il legislatore, al fine di assicurare una protezione particolarmente efficace, ha fornito uno strumento di tutela di carattere preventivo.

Per questo motivo, a differenza dell’ammonimento per atti persecutori e per cyberbullismo, in tali casi si può procedere d’ufficio, vale a dire anche se non vi è stata istanza da parte della vittima.

Sempre sulla medesima linea dell’assicurare una particolare efficacia della tutela preventiva, data la gravità delle ipotesi di reato, il Questore può chiedere al Prefetto la sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, per i casi di ammonimento per violenza domestica.

Come si attiva l’istanza di parte

E’ legittimato a proporla chiunque subisca o conosca persone che stiano subendo, violenza domestica, quindi la vittima o anche terzi a conoscenza degli accadimenti.

Si contatta un ufficio della Polizia di Stato o comando dell’Arma, che poi trasmetteranno al Questore la richiesta di ammonimento.

Si espongono dunque i fatti: al riguardo è fondamentale che l’esposizione in ordine a tutti gli episodi di lesione, percosse abbia una successione logica, estremamente chiara e dettagliata, possibilmente corredata anche di documentazione allegata e referti a conferma di quanto esposto, affinchè i fatti narrati risultino fondati.

Nel caso in cui la segnalazione di una situazione di violenza sia stata operata da terzi, verrà allora contattata la vittima che direttamente ha subito l’asserita violenza e verrà coinvolta nelle indagini.

Il procedimento

Una volta raccolte dalla Questura tutte le informazioni necessarie correlate alla narrazione degli eventi il Questore sarà in grado di accogliere o respingere la richiesta di ammonimento.

In caso di accoglimento, il soggetto “segnalato” verrà convocato dal Questore per un richiamo verbale in cui gli verrà evidenziato il disvalore delle sue condotte, verrà dissuaso del compierne altre e gli verranno spiegate le conseguenze in caso di reiterazione dei comportamenti lesivi commessi.

Al riguardo, in molte città italiane –  tra cui Milano, da cui è partito nel 2018 e Roma, che lo ha firmato nel 2021 –  è attivo il  protocollo Zeus (denominazione che rievoca il primo maltrattamento nella mitologia greca), uno strumento ideato dalla Polizia di Stato per aiutare e proteggere le donne o comunque i soggetti fragili, nel contrasto alla violenza di genere ab origine, in quanto sostanzialmente mira  a “rieducare” gli uomini, o comunque gli autori di condotte lesive,  già dopo il primo schiaffo fisico o morale, in una fase quindi decisamente prodromica, vale a dire prima che si arrivi a conseguenze più gravi.

Trattasi di uno strumento decisamente innovativo di protezione, in quanto per la prima volta – e direi finalmente (!)- ci si occupa del soggetto maltrattante, nella convinzione, ormai maturata in campo, che in questo modo si possa interrompere la spirale della violenza, proprio sul nascere.

Tale Protocollo, infatti, viene attivato nel momento in cui un determinato soggetto si rende protagonista di un comportamento che potrebbe sfociare in violenza, laddove il reato ancora non è stato consumato.

L’ammonimento

In tal caso il Questore emette un “ammonimento” per intimare al soggetto di interrompere qualsiasi forma di aggressione, anche verbale, invitandolo nel contempo, a seguire un percorso di recupero trattamentale a cura di un team di professionisti, ossia un centro specializzato nel contrasto alla violenza e per i conflitti interpersonali.

Il soggetto maltrattante parteciperà pertanto ad una serie di colloqui condotti da psicologi e criminologi, con l’obiettivo di rivedere i suoi comportamenti e sospendere le condotte lesive.

L’equipe dei professionisti, a sua volta, collaborerà con le Forze dell’Ordine e si terrà in contatto con la vittima, per monitorare costantemente la situazione.

Si evidenzia, inoltre, che al momento della segnalazione, al soggetto maltrattato verranno fornite informazioni relative ai servizi specialistici presenti sul territorio ove risiede.

Verrà anche richiesto il suo consenso ad essere contattato dai professionisti che hanno preso in carico il soggetto ammonito, per un costante monitoraggio della situazione.

A ben vedere finalmente si dà concreta attuazione ad una tutela prodromica, del tutto anticipata che miri a contrastate la violenza domestica, non solo ponendo fine ad essa, bensì evitando che possa insorgere.

Tutto ciò, in linea con la particolare attenzione dedicata dal legislatore italiano a tale gravissima tematica.

I vantaggi

1. la tempestività dell’ammonimento, in quanto le informazioni raccolte dalla Questore ai fini dell’accoglimento della richiesta vengono valutate in breve tempo

2. l’anonimato, in quanto si garantisce la segretezza di chi rivolge l’istanza stessa.

Conclusioni

E’ importante sottolineare che l’ammonimento è un primo atto formale, volto a prevenire l’aggravarsi dei comportamenti, ma non prevede un processo penale.

L’ammonimento, inoltre, è uno strumento amministrativo, quindi non presuppone la prova certa di quanto accaduto, bensì la sussistenza di indizi ben circostanziati che possano rendere verosimile l’accadimento dei fatti.

Inoltre il Questore è tenuto a sentire anche la versione del presunto colpevole, ci sarà quindi una  convocazione durante la quale lo stesso potrà esprimere le proprie ragioni, anche in assenza di un difensore, e ciò proprio perché non siamo ancora in una fase processuale penale.

Il Questore svolgerà pertanto un’istruttoria molto semplice, senza ammissione di testimoni e limitata ad ascoltare direttamente le persone coinvolte nelle vicende esposte.

Ciò a conferma, ancora una volta, della tutela anticipata apprestata dall’ordinamento italiano alle vittime di violenza domestica, anche attraverso la configurazione di questo strumento amministrativo.

 

Avv. Antonella Volpe

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *